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Viaggio del Fondatore in Madagascar


Dopo un viaggio ottimo per la puntualità ma scarso per comodità e per i pasti, sono arrivato all’aeroporto do ve ho trovato un importante miglioramento nell’organizzazione


Dopo i vari adempimenti burocratici, aver recuperato le due valigie, aver fatto il tampone rapido, ho trovato Sandra e Rivo che mi aspettavano con la macchina cabinata. Per prima cosa siamo andati a mettere in funzione il cellulare con un abbonamento completo, e poi siamo andati in sede. Arrivo all’aeroporto ore 13h20, puntuali al secondo, arrivo in sede ore 16h45!!! E per fortuna abbiamo trovato …. POCO TRAFFICO !!!!!!??????

Dopo aver cenato (???!!!) con Sandra, brodo vegetale con qualche briciola di pane bruschettato, sono andato subito a letto, stanco per non aver dormito durante il viaggio iniziato alle 22h40 del giorno precedente. Sorpresa: mi sono svegliato due o tre volte per il freddo, anche se avevo pigiama invernale e tre coperte!

Oggi primi due incontri.

Il primo stamattina con l’Equipe e Sandra. Abbiamo esaminato il programma di formazione stabilito precedentemente dall’Equipe, e abbiamo cambiato una sola data per via di indisponibilità di chi doveva intervenire. Poi l’équipe ha cominciato a illustrare le difficoltà che si vivono nelle varie attività. Hanno parlato solo delle difficoltà causate dai genitori dei bambini assistiti e delle difficoltà create dai 4 dottori, soprattutto da una di essi, che lavorano al Centro Sanitario.

Nel pomeriggio sono venute le due signore che hanno ricevuto la proposta di costituire il Gruppo Educatori Popolari. Sono due signore di una certa età. Una di esse, Ihanta, ha più 60 anni e insegna all’università dove fa anche la ricercatrice in biologia chimica indirizzata all’agricoltura. Inoltre già opera nel campo della formazione. L’altra, Lova (si pronuncia Luva), di circa 45 anni, è già responsabile di uno dei nostri gruppi di agricoltori, ma opera anche come formatrice e attualmente è impegnata anche in un progetto europeo come formatrice con un gruppo di 40 giovani; tema della formazione: come diventare imprenditori agricoli.

Per loro si prevedono 4 incontri di formazione per fare i primi passi che li dovrebbero portare ad una prima esperienza di Educatori Popolari.

Vedremo.

Ora mi aspetta il solito “Brodo Vegetale” con l’aggiunta, forse, di un po’ del favoloso riso rosso del Madagascar.

A domani

2 MADAGASCAR 13-06-22

Dopo aver visitato, sabato e domenica, il progetto di Sandra in due villaggi, oggi abbiamo cominciato il percorso formativo con i quattro dell’équipe: Rivo, Tahina, Bodo e Naly (ufficialmente non fa parte dell’équipe, almeno per ora). Anche Sandra ha partecipato fin dall’inizio.

Il “piano formativo” è così concepito:

LUNEDI: lavoro di riflessione su sé stessi: a) comunicando due o tre episodi che hanno cambiato il corso della propria vita; scoprendo e comunicando le motivazioni iniziali e quelle attuali che li hanno spinti e che li spingono a lavorare nel GdS/Loharano; analizzando che cosa è il GdS/Loharano per loro, quali i suoi obiettivi e a quali responsabilità li chiama. Nella seconda e terza parte abbiamo utilizzato il metodo freiriano della “decodificazione” per ottenere la “parola generatrice/codice” per poi “decodificare ancora … e così via. L’importante, in questa fase, non è raggiungere determinati obiettivi ma impadronirsi del metodo, un metodo che mira alla coscientizzazione sempre più profonda.

MARTEDI: analizzare l’intero progetto ed ogni singola attività alla luce di quanto emerso ieri, sia partendo dalle proprie motivazioni attuali che dall’analisi della percezione del GdS/Loharano constata e approfondita lunedì. Individuare, in ogni singola attività, che cosa manca perché sia veramente GdS/Loharano, che cosa bisogna mettere in campo perché lo diventi, quali sono le “Situazioni Limite” che ostacolano la giusta realizzazione dell’attività e del progetto.

MERCOLEDI: lavoro su ogni singola attività per trovare possibili soluzioni alle “Situazioni Limite” e Possibili miglioramenti delle attività in corso o nuove attività che permettano la sempre migliore aderenza dell’attività e del progetto alla Identità e alla Pedagogia del GdS/Loharano.

GIOVEDI: elaborazione “definitiva” delle soluzioni per le “Situazioni Limite”, dei miglioramenti da apportare e delle possibili nuove attività da introdurre e la personale e chiara presa di responsabilità all’interno dell’équipe, cioè un vero e chiaro “mansionario” in cui ciascuno prende il proprio ruolo, un mansionario che preveda una presa di coscienza e di responsabilità rispetto ad una “ottima e regolare” comunicazione interna, verso il GdS Italia e Internazionale, verso l’esterno.

Oggi, dunque, abbiamo svolto la prima parte di questo percorso dopo aver elaborato il “Patto Formativo” con le conseguenti e personali responsabilità.

I risultati sono stati davvero soddisfacenti, anche superiori alla mia attesa. L’aspetto forse più importante è stata la loro partecipazione cosciente, attenta, costante. Sia il racconto dei due o tre avvenimenti di cui sopra, sia la comunicazione delle motivazioni iniziali e di quelle attuali non solo ha portato ciascuno a riflettere su sé stessi per un tempo adeguato e a non temere di comunicare agli altri cose personali, ma anche all’équipe di conoscersi meglio, più profondamente, e a sentirsi ancora più unita.

L’analisi su GdS/Loharano è andata davvero oltre le previsioni. Avendo come “Parola Generatrice” da “Decodificare”: “quali sono gli obiettivi dell’attività del GdS/Loharano e a quali responsabilità ci chiama”, hanno elaborato risposte in gran numero e davvero dense, coerenti al nostro Spirito e alla nostra Pedagogia.

La loro valutazione finale è stata molto, molto positiva: semplice, coinvolgente, generatrice di tante e tante domande e riflessioni.

Anche la valutazione di Sandra è stata molto positiva.

La mia valutazione, come avrete capito, non soltanto è positiva, ma apre anche più di uno spiraglio per un avvenire positivo del nostro progetto in Madagascar, per una sua evoluzione concreta, prudente ma sicura rapidità.

Vedremo e…

SPERIAMO DI UNA SPERANZA STORICA, PERCHÉ L’INEDITO È SEMPRE POSSIBILE

3 MAGASCAR 14-06-2022

Secondo giorno di formazione, e questa volta è stata presente anche la presidente del GdS Loharano, Onja.

Riprendendo quanto emerso ieri alla fine della formazione, oggi abbiamo lavorato sulla analisi del progetto elencando, su cartelloni, i differenti settori di attività con i relativi beneficiari.

I settori individuati sono tre: Scolarizzazione; Sviluppo; Sanità

Per la scolarizzazione sono stati individuati come beneficiari: Scuola primaria; Scuola secondaria; Liceo; Universitari; genitori degli studenti.

Per lo sviluppo: Adulti; Quartiere; Giovani

Per la sanità: Famiglie; Quartiere; Bambini

Siamo passati poi ad analizzare in profondità una delle attività inerenti alla scolarizzazione, quella riguardante la scuola primaria.

Il lavoro è risultato estremamente interessante e importante, anche perché ha aiutato l’equipe a constatare quanto sia complessa la sola attività riguardante la scuola primaria, anzi, ogni singola attività di questo settore.

Le “attività generali” che l’equipe ha individuato sono sette: la mensa, la raccolta e restituzione delle pagelle, l’accompagnamento, l’animazione, i piccoli gruppi, la festa di natale, la comunicazione.

Quello che è stato davvero fondamentale in questo percorso formativo è stato l’analisi dettagliata di come la semplice raccolta e restituzione delle pagelle possa e debba invece diventare una “attività caratteristica del GdS/Loharano.

Per ottenere ciò si è lavorato riprendendo gli obiettivi fondamentali del GdS: coscientizzazione, responsabilizzazione, partecipazione, organizzazione, solidarietà, ecc.

I risultati sono stati impressionanti, e l’equipe ha potuto sperimentare come anche questa semplice e usuale attività sia invece complessa, comporti invece un grande impegno di analisi, di valutazione, di tempo e di energie.

Non sto qui a raccontarvi i risultati che, credete a me, sono letteralmente sorprendenti ed entusiasmanti.

Quattro, tra gli altri, sono gli obiettivi di questa formazione:

• Interiorizzare il più possibile gli obiettivi fondamentali del GdS così che diventino una attitudine immediata del modo di riflettere e di valutare le attività

• Capacità di analizzare il progetto, le attività e i singoli aspetti di ogni attività a partire, appunto, dal come il progetto, le attività e i suoi singoli aspetti realizzano o meno gli obiettivi del GdS

• La responsabilizzazione e l’impegno al 100% dell’equipe nel realizzare e nel dare continuità alle singole attività decise con una costante e profonda analisi e valutazione secondo l’Identità e la Pedagogia GdS

• Dare gli strumenti e il metodo adatti per agire come equipe e come singoli per ottenere i risultati sperati

Alla fine della giornata credo che dei passi forse importanti siano stati fatti nei riguardi di tutt’e quattro questi obiettivi.

Nella loro valutazione finale, oltre alla sincera espressione di soddisfazione e di arricchimento personale, ciascuno ha mostrato di aver almeno cominciato a capire quanto lavoro ci sia da fare e di quale complessità e attenzione e concentrazione e impegno il progetto ha bisogno.

Continuiamo a sperare, forse con più convinzione

5 MADAGASCAR 16-06-2022

Oggi ultima giornata di questa prima sessione di formazione.

Abbiamo cominciato, come sempre, con un breve richiamo a quanto fatto ieri, dopo di che si è cominciato a scrivere sui cartelloni il progetto di sviluppo su cui avevano lavorato ieri pomeriggio.

Sia la prima descrizione del progetto “Produzione Biologica di Legumi”, sia poi gli obiettivi generali e specifici, hanno mostrato che l’équipe sta facendo davvero un buon cammino nel “pensare, sentire e agire” come GdS con naturalezza, anche se, naturalmente, ci sarà bisogno di ulteriore lavoro.

Come già detto lo scopo di questa “esercitazione” è quello di diventare sempre più capaci di organizzare un qualunque progetto, una qualunque attività “come Granello di Senape”, e non come una qualunque associazione o organizzazione, un progetto quindi con dentro gli scopi fondamentali del GdS e eseguito secondo la metodologia GdS.

Poco prima della pausa pranza si è deciso lasciare per la prossima sessione la continuazione del lavoro sul progetto e di dedicarsi alla analisi delle difficoltà che l’équipe incontra e che impediscono di far progredire come si dovrebbe e si dovrebbe, soprattutto nello Spirito GdS.

Nel pomeriggio ho potuto constatare che davvero qualcosa sta cambiando. Infatti nell’elencare le difficoltà che incontrano per svolgere bene il loro lavoro, hanno cominciato con le difficoltà dovute al loro comportamento, alla loro mancanza di impegno, di responsabilità, alla scarsa, o nulla, comunicazione interna ed esterna, alla scarsa organizzazione e ad una pianificazione inesistente.

Dopo ampia discussione, lasciati soli, hanno preso queste decisioni:

• Ogni lunedì riunione di mezza giornata sulla organizzazione della settimana

• Ogni venerdì riunione di mezza giornata per valutare il lavoro della settimana. Nel pomeriggio rapporto della settimana sul lavoro di ciascun membro da inviare al CDA del GdS/Loharano e al GdS Internazionale (ai GdS Italia, Costa d’Avorio, Italia)

• Ogni giorno rapporto sulla Chat Madagascar sul lavoro svolto

• Comunicazione interna più intensa, così che ogni problema venga subito comunicato agli altri per poter eventualmente intervenire se possibile.

Non è splendido?

6 MADAGASCAR 17-06-2022

Oggi due riunioni molto importanti, magari anche … quasi decisive.

Al mattino incontro con il personale del Centro Sanitario/Maternità.

Questo centro è cogestito dalla nostra Associazione e dal comune.

La riunione di oggi e quella che si terrà la prossima settimana con il Comitato di Gestione ha come scopo quello di portare il Centro ad attuare un articolo del Regolamento Interno.

Quell’articolo, voluto dalla nostra Associazione e approvato dal Comune, afferma che il Centro ha come compito prioritario quello della Educazione Sanitaria nel quartiere.

Oggi ho parlato con grande calore e, credo, efficacia del fatto che il Centro Sanitario non può e non deve diventare un Centro della Malattia, per cui la priorità è la salute della popolazione e non la cura delle eventuali malattie. Ora la popolazione non abita il Centro Sanitario, ma abita nel proprio quartiere, nelle proprie case, ed è lì che il Centro deve svolgere la sua attività principale. La “cura” della salute e la prevenzione delle malattie deve essere il primo dovere, il primo scopo del Centro e del suo personale.

Tutti, anche intervenendo, si sono trovati perfettamente d’accorso e decisi a “cambiare” mentalità e attività e a contribuire a cambiare l’organizzazione del Centro, dei suoi orari e delle mansioni del personale.

Inoltre si è convenuto che “è ormai ora” di coinvolgere la popolazione e i suoi dirigenti, chiaramente con saggezza e prudenza, nella stessa gestione e organizzazione del Centro, in quanto questo li riguarda direttamente ed è stato ideato e costruito e organizzato per rendere loro servizio.

Nel pomeriggio incontro con i quattro responsabili dei quattro gruppi di contadini. Ne mancava uno che, speriamo, possa essere presente nei prossimi tre incontri.

La riunione è stata splendida, e anche questa foriera di decisioni importanti.

Abbiamo discusso lungamente, e abbastanza profondamente, avendo come principale scopo quello di aiutare i responsabili e i rispettivi gruppi a far crescere una mentalità imprenditoriale, per non rimanere sempre nella stessa situazione, per cominciare a prendere iniziative valide atte a migliorare il loro tenore di vita, e non solo quello economico.

Le idee che abbiamo condiviso e che porteranno ai loro gruppi sono:

• Una porcilaia per ogni gruppo, cominciando con due scrofe

• Inizio della coltivazione del caffè, che sembra molto redditizio, cominciando con quattro piante nel campo di ogni membro del gruppo

Per quanto riguarda il primo progetto, il più costoso, si è deciso il metodo del micro credito.

Il secondo, dal costo irrilevante in quanto una piantina di caffè costa 40 centesimi e comincia a dare frutto dopo soli due anni, non impedirà ai membri dei gruppi di continuare a coltivare il proprio terreno, in quanto verranno piantate al confine.

Ci siamo lasciati davvero contenti e soddisfatti.

Durante la settimana presenteranno il progetto ai membri del proprio gruppo e venerdì prossimo porteranno la loro risposta.

7 MADAGASCAR 18/06/2022

Oggi ha avuto luogo uno degli incontri più importanti, quello con il Direttivo del GdS/Loharano.

Questo direttivo, infatti, è costituito da persone che della Identità e Pedagogia del Granello conosce poco o niente e che, a detta di Sandra, non svolge affatto il suo ruolo, anzi, non ha chiaro nemmeno quale si il suo ruolo.

Quindi … doppio impegno in brevissimo tempo, circa quattro ore:

• avviare il cammino di conoscenza e approfondimento dell’Identità e Pedagogia del GdS;

• cominciare a chiarire il ruolo del CDA (qui lo chiamano “Comitato Di Amministrazione”!!!) nell’Associazione, nei progetti, nel rapporto con l’équipe

Debbo dire che l’incontro, per quello che era possibile, è andato davvero bene.

La prima parte è stata dedicata ad un primo approccio alla Identità e Pedagogia del Granello, e come sempre siamo partiti da: “che cosa è per voi il GdS e quali sono i suoi scopi principali”.

Gli interventi, benché brevi, sono stati molto appropriati, soprattutto per l’apporto di chi l’Associazione la vive da più tempo.

Su una lavagna ho scritto, in breve, ogni intervento, e poi abbiamo impiegato qualche minuto nel riprenderli e nell’approfondirli.

Ma l’approfondimento più importante e lungo lo abbiamo fatto facendo diventare “GdS” una semplicissima attività già in atto: la raccolta da parte dell’équipe delle pagelle e la consegna da parte della stessa ai genitori degli adottati.

Non mi dilungo sul risultato che, sebbene bisognoso di ulteriori precisazioni, ha evidenziato che cominciano ad avere chiaro quali sono gli “obiettivi GdS” da raggiungere anche con la più semplice e piccola attività: coscientizzazione, responsabilizzazione, coinvolgimento dei genitori, crescita culturale, solidarietà, gruppo e spirito di gruppo, ecc.

Abbiamo poi affrontato il tema del ruolo del CDA e della sua coerente organizzazione e attività.

Questa parte è stata assai bella perché davvero siamo partiti da una consapevolezza minima e siamo arrivati, almeno teoricamente, ad una sufficiente chiarezza.

Abbiamo anche approfittato del tema in discussione per chiarire il rapporto tra GdS Madagascar e GdS Italia.

Naturalmente su tutt’e tre gli argomenti dovremo, e dovranno, ritornare a discutere e chiarire.

Infatti abbiamo intanto determinato un nuovo incontro per lunedì 4 luglio, incontro nel quale non solo approfondiremo i temi affrontati oggi, ma arriveremo sicuramente a prendere decisioni importanti:

• organizzazione interna del CDA

• determinazione della regolarità dei loro incontri con un calendario stabilito almeno fino a Natale

• chiarimento definitivo del loro ruolo nei riguardi dell’Associazione, dei suoi progetti e nei riguardi dell’équipe

C’è un proverbio che dice:

LA SPERANZA È L’ULTIMA A MORIRE

Io invece preferisco assolutamente, come Paulo Freire, dire:

LA SPERANZA ÈLA NOSTRA GUIDA E LA NOSTRA FORZA.

Buona notte.

8 Madagascar 20/06/2022

Anche oggi, guarda un po’ … FORMAZIONE!

Ai quattro dell’Equipe: Rivo, Bodo, Tahina e Naly, si sono aggiunte Lova e Ihanta (ricordo che in malgascio la “o” si pronuncia “u”). Lova è una contadina, responsabile di uno dei cinque gruppi di contadini del GdS/Loharano, mentre Ihanta è una insegnante dell’università che ha anche lavorato, da Biologa/Chimica, con gruppi di contadini.

Ambedue si sono candidate a diventare Educatrici Popolari, come, d’altronde, lo sono i membri dell’Equipe.

Stamattina, poco prima dell’incontro, ho avuto l’idea di basare tutto il percorso educativo sulla “Esperienza Pratica” e di far nascere da questa tutta la base teorica della nostra Identità e Pedagogia.

Naturalmente l’esperienza pratica non la possiamo, per ora, fare sul campo, ma sul cartellone.

Ho iniziato l’incontro a cosa riflettendo insieme a che cosa è chiamato l’Educatore Popolare GdS/Loharano.

La riflessione è partita da due affermazioni:

• la nostra Pedagogia è una “Pedagogia Problematica”

• la coscienza che la nostra educazione mira a far crescere è la “Coscienza Critica”

Arrivati ad “sufficiente” sentire comune e consapevole, è cominciata la … “prova pratica”:

un gruppo di contadini decide di avviare un piccolo progetto di sviluppo che prevede l’acquisto di una prima scrofa e la costruzione di una porcilaia adatta a questo inizio e ad essere ampliata poi se il progetto dovesse svilupparsi.

Naturalmente, prima di iniziare, abbiamo di nuovo scritto gli obiettivi fondamentali del GdS/Loharano, obiettivi che si devono perseguire insieme a quelli puramente logistici ed economici.

Tutta questa “introduzione” è durata un’ora, poi li ho lasciati soli a lavorare insieme.

Hanno lavorato per più di tre ore, ed hanno lavorato sodo, bene, insieme: un vero lavoro di gruppo.

Arrivata l’ora di chiudere perché la signora Ihanta doveva rientrare a Antananarivo e, come minimo, l’aspettava un viaggio di almeno due ore, non avevano ancora finito il lavoro, e non poteva che essere così, visto che avevo chiesto che il progetto prevedesse tutti i passaggi necessari perché il progetto, appunto, fosse un “Progetto GdS/Loharano” e non un semplice progetto economico, un qualunque progetto economico di qualunque associazione.

Domani riprenderemo, prima insieme per valutare insieme il cammino fatto, e poi per arrivare a conclusione.

Nella valutazione tutti si sono detti estremamente soddisfatti.

Bellissimo che i quattro dell’equipe abbiano detto che si sentono più pronti, più competenti, perché hanno confermato, approfondito e appreso idee e procedimenti nuovi.

Ancora più bello, e anche un po’ emozionante, il fatto che Ihanta, la professoressa universitaria, abbia detto che una formazione così non l’aveva mai fatta, che era stata meravigliosa e che aveva appreso tante idee nuove e coinvolgenti, e che Lova, la contadina, avvia detto che si era trovata benissimo, che aveva davvero capito bene le idee e il procedimento, e che si sente ancora più motivata e pronta a lavora con il suo gruppo e con gli altri che le saranno affidati.

Ragazzi e ragazze, se non è soddisfazione vera, profonda e toccante questa, cosa altro lo è?

9 MADAGASCAR 21/06/2022

Oggi secondo incontro di formazione con l’equipe e le due donne proposte per essere educatrici popolari.

Anche oggi hanno continuato a lavorare da soli, dopo una breve introduzione da parte mia per ribadire i concetti principali.

Alla fine della prima ora e mezza, prima del breve intervallo per il “rituale” del tè, sono entrato in sala e ho trovato un ottimo clima, sereno, impegnato.

Hanno detto di essere davvero soddisfatti del lavoro che stavano facendo, di come progrediva seguendo il metodo freiriano della codificazione e decodificazione, della parola generatrice, metodo volto ad aprire le coscienze per arrivare ad una coscienza critica e alla liberazione della “propria” parola.

Dopo la pausa hanno lavorato ancora per quasi due ore.

Dopo il pranzo abbiamo passato un’ora per verificare il cammino fatto, confermarlo e indicare le poche correzioni necessarie.

Nella valutazione finale hanno espresso non solo la piena soddisfazione, ma anche sottolineato la crescita come gruppo che “parla la stessa lingua, che ha gli stessi obiettivi ed usa lo stesso metodo”.

Naturalmente penso che non sia proprio così, che ci sia del cammino da fare, e anche molto.

Ma intanto…!

Prossimi due giorni di formazione martedì e mercoledì prossimi.

Il lavoro consisterà nel valutare motivazioni e obiettivi, sempre utilizzando il metodo freiriano, e di confermare e approfondire la metodologia di lavoro, inserendo i concetti ci “abitare il limite” e di “impatto sociale”.

A presto

10 MADAGASCAR 22/06/2022

Per la prima volta ho avuto la mattinata libera. Ne ho approfittato per leggere e per scrivere le mie osservazioni sul “Progetto Montature per Occhiali” presentato dall’Equipe della Costa d’Avorio.

Nel pomeriggio, con Rivo e Lea, ci siamo recati al Centro Sanitario per la riunione con il comitato direttivo composto dagli stessi Rivo e Lea e dal Sindaco di Itausy e dal suo vice sindaco.

a riunione sarebbe dovuta cominciare alle 14.

Abbiamo aspettato fino alle 14h45 ritornando su cosa avremmo dovuto dire, in quale ordine e come lo avremmo dovuto dire.

Non vedendo nessuno abbiamo deciso di alzarci e andare via per dare un segno forte della nostra contrarietà e della capacità di prendere decisioni forti.

Ma proprio quando stavamo per uscire dal Centro sono arrivati due signori delegati dal sindaco a rappresentarlo.

Chiaramente non solo non erano quelli che aspettavamo e che sapevano dell’incontro da almeno tre settimane, ma, cosa più importante, non erano del Comitato di Gestione.

Dopo aver deciso di rimanere e di tenere comunque la riunione, abbiamo parlato a lungo mettendo ben in chiaro sia le grandi problematiche del Centro che la possibilità che il GdS/Loharano lasci la collaborazione con il Comune.

Non sto qui ad entrare nel dettaglio delle problematiche, cerco allora di riassumerle in poche parole.

• Il personale vive una chiara scissione: “quelli” del Comune e “quelli” delGdS/Loharano.

• Una parte di essi viene pagata dal Comune nella sua sede e una parte dal GdS/Loharano nella sua sede

• Il Comitato di Gestione del Centro non prende alcuna decisione perché questo compito se lo è assunto il Comune

• Nella contabilità del Centro non appaiono i salari dei dipendenti, per cui il GdS/Loharano non conosce i salari del “personale del Comune” e viceversa.

• In questo modo è chiaro che il Comitato di Gestione non ha alcun vero potere e che il suo ruolo è di mero esecutore.

• La politica del Centro non è affatto quella che il GdS/Loharano intende portare avanti perché non è una politica rivolta al “ben-essere” della popolazione, ma solo al servizio dei pochi che vengono al Centro, e quindi piuttosto che essere un “Centro per la Salute” è semplicemente un “Centro per la Malattia”.

• A causa di questo il personale viene pagato per un lavoro che viene svolto solo in minima parte, in quanto la maggior parte del tempo sono senza far nulla perché non ci sono pazienti.

Alla fine della riunione i due inviati dal Comune si sono detti completamente soddisfatti della riunione, hanno affermato di essere completamente d’accordo sia sull’analisi dei problemi che sulle soluzioni proposte:

• il Comune e il GdS Loharano dovrebbero versare la loro quota di finanziamento nelle casse del Centro

• il personale dovrebbe essere pagato direttamente dal Comitato di Gestione

• la contabilità dovrebbe essere completa, trasparente, tracciabile e visionabile sia dal Comune che dal GdS/Loharano, e non solo tramite i loro rappresentanti nel Comitato di Gestione

• il Centro deve avere come “territorio privilegiato” della sua attività il territorio dove la gente vive, e non le mura e gli ambienti del Centro

• le autorità locali: Presidenti dei quartieri interessati, Responsabili delle Comunità religiose, eventuali associazioni presenti nel territorio, la popolazione stessa con riunioni ad hoc, con inchieste serie e puntigliose, ecc.

Abbiamo chiesto ai due delegati non solo di riferire al più presto il risultato di questa riunione, ma anche, se non soprattutto, di organizzare una riunione con il Sindaco e il Vice Sindaco, anche nei locali del Comune se venire al Centro fosse un impedimento anche minimo.

Finita la riunione sono andato con Rivo a visionare un terreno di circa 2.000 mq che la proprietaria della nostra sede potrebbe affittarci.

Questa sarebbe una opportunità straordinaria per i nostri gruppi di contadini. Basta pensare che un loro appezzamento di terra può al massimo arrivare a 100/200 mq.

Rivo si è impegnato a domandare al più presto la proposta della proprietaria per poi valutare con i responsabili dei 5 gruppi cosa fare e come procedere.

A domani, sempre … “se Dio vuole”

11 MADAGASCAR 23/06/2022

Oggi è stata una giornata davvero bella e fruttuosa.

Stamattina abbiamo preparato con l’équipe la riunione con i genitori dei nostri adottati che avrà luogo il primo pomeriggio.

Abbiamo impostato la riunione in modo che ciascuno dei quattro sapesse cosa e come fare.

Abbiamo convenuto che l’importante era la coscientizzazione dei partecipanti su due temi fondamentali: l’accompagnamento dei figli nel loro cammino scolastico e l’organizzazione degli stessi genitori in piccoli gruppi.

Naturalmente, per questa coscientizzazione, il metodo da usare sarebbe stato quello freiriano delle “Parole Generatrici”, perché così realizzano contemporaneamente sia il fatto di avere una “Pedagogia Problematica” sia lo scopo di favorire una “Coscienza Critica”.

Abbiamo insomma realizzato una prova generale di quella che dovrà essere una riunione importantissima, un primo passo per realizzare finalmente l’organizzazione dei genitori che, insieme all’Equipe e al GEP, potranno ben lavorare per il bene dei loro figli.

Alle 14h30, per la prima volta puntualissimi, quasi tutti i genitori erano seduti in un’aula della scuola statale frequentata dai nostri adottati.

E per la prima volta, a dir dell’équipe, erano presenti anche una decina di papà.

La riunione si è svolta nel migliore dei modi, con una forte partecipazione dei presenti ed una ottima prestazione dell’équipe.

Per l’occasione, come già in Rwanda e in Costa d’Avorio, si è fatto … “ritmare” quello che è ormai lo slogan di tutti i gruppi GdS dei vari paesi, ognuno nella loro lingua:

U N I T I - O R G A N I Z Z A T I - C O S T RU I A M O I L N O S T R O A V V E N I R E

Non potete immaginare come la gente fosse contenta di poter gridare, donando il ritmo e anche danzando, questo slogan, e di come fossero soddisfatti del loro lavoro.

Eh sì! Perché la nostra formazione si basa sulla partecipazione attiva dei partecipanti.

Finita la riunione, abbiamo avuto un incontro di valutazione con l’équipe-

In questo incontro è risultato chiarissimo, oltre alla soddisfazione per l’andamento e la riuscita della riunione, che ora il lavoro maggiore spetta a loro, all’équipe, e che soltanto il loro lavoro, ben fatto e portato avanti con determinazione e pazienza, potrà portare a dei risultati concreti, altrimenti accadrà come in tutte le altre occasioni: Riunione, Tutti d’accordo e convinti, Nulla di fatto come risultato.

Ma, questa volta, non sarà, non dovrà essere, non potrà essere così.

QUESTA VOLTA RIUSCIREMO, POTREMO RIUSCIRE, DOVREMO RIUSCIRE

12 MADAGASCAR 24/06/2022

Oggi giornata calma, tranquilla.

Questa mattina, non avendo attività, sono andata dal … M’Panety… il barbiere, e così ho potuto dare un taglio ai miei bianchi capelli.

Poi ho parlato a lungo con Naly che, fortunatamente, entrerà a far parte dell’équipe: molto intelligente, molto sveglia, molto motivata. Lavora già da anni con Sandra e, come volontaria, con noi.

Nel pomeriggio ho praticamente solo assistito, con qualche intervento, alla riunione dei responsabili dei gruppi di contadini, 4 su 5, in preparazione dello studio e dell’avvio, se saranno tutti d’accordo e se ci saranno le condizioni economiche “giuste”, di due progetti: quello dell’allevamento di “una scrofa” per gruppo e quello di “4 piante” di caffè per ogni membro dei gruppi, circa 60.

Ma, seguendo la nostra Pedagogia Problematica, non si è subito affrontato il tema dei progetti, ma ci si è concentrati sul “gruppo” che dovrà realizzare il progetto, in quanto alla base del progetto non ci sono i maiali o il caffè, ma “il gruppo”, la sua unità, la sua consapevolezza e il suo impegno, la serietà dei membri e del suo regolamento interno.

È stato davvero un buon lavoro. Ho potuto constatare la convinzione e la determinazione dei quattro responsabili, ben decisi a ben lavorare sul gruppo e con il gruppo.

• Il progetto “scrofa” consiste nell’acquisto di una scrofa per gruppi. Alla sua alimentazione parteciperanno tutti i membri del gruppo. Al primo parto (in francese si dice “mettre bas”) ogni membro riceve un piccolo maialino da allevare per la propria famiglia, mentre il secondo parto servirà per aumentare l’allevamento “gruppale” e per dividere il ricavato delle varie vendite.

• Il progetto del caffè consiste nell’acquisto di tre piantine di caffè per ogni membro di ogni gruppo. Il costo è di poco più di un euro a piantina. La pianta comincerà a dare frutto dopo soli due anni, con due raccolti annuali. I semi del secondo raccolto possono essere utilizzati per fare il vivaio che diventerà così, insieme alla vendita del resto del caffè raccolto, fonte di rendita per il gruppo e per i singoli membri. Se poi il gruppo vede che il caffè e veramente redditizio, allora potrebbero decidere di dare vita ad una piantagione, magari una grande piantagione di tutti i gruppi.

Già la settimana prossima avremo delle risposte importanti. I responsabili si sono impegnati a venire con una proposta concreta elaborata dall’intero gruppo, e in base a queste proposte verranno prese le decisioni adeguate.

CHE NE DITE?

Chi Siamo

Il Granello di Senape è un’organizzazione di volontariato che ha come obiettivo l’aiuto agli ultimi tra gli ultimi, da costruire attraverso l’ascolto dell’altro e mediante la crescita sociale delle persone all’interno della propria cultura e delle proprie tradizioni.

Gli aderenti all’organizzazione sono di ogni appartenenza sociale, politica e religiosa, provengono da varie regioni d’Italia e hanno unito le proprie forze in nome di una solidarietà concreta e non delegata: per questo le donazioni e i fondi ricevuti vengono curati personalmente e allocati con tempestività per rispondere alle esigenze dei beneficiari. Il Granello di Senape affianca le comunità nella comprensione dei loro veri bisogni e nella progettazione di un futuro che permetta loro di sottrarsi alla schiavitù della fame, al lavoro nero e allo sfruttamento, rendendoli protagonisti della conoscenza dei problemi che li affliggono e delle soluzioni ai problemi attraverso la loro capacità progettuale e le loro ricchezze culturali e storiche.
I settori principali sono quelli dell’educazione, del lavoro, della salute e della formazione.

IL FONDATORE

Giuliano Testa, già sacerdote della Congregazione di Don Orione, il "santo dei pover", è partito per l'Africa per la prima volta alla fine del 1988, avendo raccolto un centinaio di adesioni alla sua idea di "missione insieme"

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Progetti

I progetti del Granello sono a misura dei beneficiari, sono piccoli,mirati e costruiti sulle capacità reali dei beneficiari generandosi solo attraverso un’organizzazione comune, condivisa e verificata (ortoprassi).Il GdS è “compagno di viaggio”, fornitore di idee, di formazione e coautore progettuale insieme agli ultimi tra gli ultimi e alle loro comunità, cioè di coloro che hanno voglia di mettersi in gioco con le loro capacità, le loro risorse, le loro idee e la loro storia.

Il Granello di Senape opera nei seguenti progetti:

Italia: Sulla Strada della Speranza, Progetto Senza fissa Dimora
Africa: Progetto Paese Costa d’Avorio, Progetto Paese Madagascar, Progetto Paese Mali, Progetto Paese Rwanda.

Cosa puoi fare

Le modalità di intervento all’interno del Granello di Senape sono molteplici e vanno dalla semplice offerta per un’adozione a distanza o un progetto, al diventare socio e quindi diventare protagonista dell’Associazione così come se vorrai diventare volontario inserendoti nei vari settori associativi.

Numeri adozioni

Costa D'avorio

Madagascar

Mali

Rwanda

La parola ai Beneficiari

Anna

Io vengo dalla Nigeria e dall’incontro con il Granello di Senape ho avuto una possibilità reale di cambiare la mia vita. Come donna vittima di tratta ero emarginata, sconfitta e senza futuro. Oggi grazie al Granello ho avuto risposte concrete su: lingua italiana, sanità e ho fatto un tirocinio funzionale al mio inserimento lavorativo.

Grazia

Provengo dalla Nigeria e sono una donna che è stata vittima della tratta a scopo sessuale, grazie al Granello sono inserita nel percorso di affrancamento da questa schiavitù e di ingresso nella società come donna e come lavoratrice. La mia vita è migliorata sotto molteplici aspetti.

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