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IN COSTA D'AVORIO CON IL FONDATORE ED IL PRESIDENTE


Seguiamo con gioia e partecipazione l'avventura di Giuliano e Marco in questo loro viaggio all'interno del Progetto Costa d’Avorio


VENERDI 7 OTTOBRE

Iniziamo la nostra avventura con una giornata di formazione all’equipe ed al CdA dell’Ong Côte d’Ivoire.

Attese: VALUTAZIONE AUTOVALUTAZIONE– APPOGGIO NEI VILLAGGI – TROVARE LE DIFFICOLTA E INTERVENIRE – PRENDERE DELLE DECISIONI – QUALE LAVORO NEL CFP – OGNUNO POSSA DARE IDEE E DIBATTERLE – TROVARE UNA PEDAGOGIA PER I VILLAGGI – DECISIONI SULLE ADOZIONI CHE DURINO – CHIARIMENTI SULL’ITER DELLE DECISIONI (ITALIA QUANDO?) – APPORTO DELLE ESPERIENZE DEGLI ALTRI PAESI GDS – VEDERE I MANSIONARI E VALUTARLI – CONOSCERE LE SITUAZIONI NEI VILLAGGI

1 DISEGNO – YAPOKOI AKOUPE (Cedric, Simon)

1. Scuola: collaborazione con maestri e alunni, soprattutto GdS, ben organizzata e con scopi precisi, con genitori che si informano.

2. Nel villaggio: gruppi che riflettono sui problemi, collaborazione-salute ecc.

3. Attraverso indagini siamo venuti a conoscere i vari problemi, così come gli incontri “freiriani” hanno dato il cammino da sviluppare, collaborando con tutte le strutture del villaggio

4. Questione: quali le attività economiche per arrivare alla autonomia? Risposta: autotassazione, piccoli progetti di piccolo commercio

5. Questione: come si arriva ad avere adulti coscienti? Risposta: inchiesta – incontri freiriani. Giuliano: perché non creare un gruppo d’avanguardia? Abbiamo passato una intera settimana a Akoupé e delle donne hanno preso l’incarico di fare una inchiesta su tutti i genitori dei nostri adottati per sapere se vogliono o no collaborare e l’eventuale perché. Con la chefferie è buona ma …

2 DISEGNO – ADAROME ADATTIE THOMASSET (Hubert e Mireille)

1. Incontri di riflessione sui problemi del villaggio

2. Essi stessi sono arrivati ad organizzare incontri per vedere come risolverli

3. Hanno cominciato a collaborare e lavorare per piccoli progetti.

4. Scuola: ben ordinata e pulita – Genitori che si interessano

5. I gruppi lavorano e collaborano, anche per la salute

6. Giuliano: attraverso le collaborazioni specialistiche far crescere il villaggio in tutti i campi

3 DISEGNO – CENTRO PROFESSIONALE (Alexis – Sara)

1. Un Centro frequentato da tanti alunni dei nostri villaggi

2. Collaborazione con i villaggi in quanto “scuola per i villaggi”.

3. Gli alunni già organizzati in piccole cooperative di lavoro

4. I genitori frequentano il Centro per informarsi

5. Nel percorso formativo anche la Pedagogia del Granello con nostri interventi

6. Alunni come risorsa per i villaggi anche durante l’anno scolastico

7. Centro con risorse economiche proprie attraverso progetti vari

8. Cura dell’igiene del posto

9. Domande : quale collaborazione per realizzare degli stage per gli alunni che frequentano? Risposta: ci sono stati ma bisogna migliorare

10. Domanda: non è necessario trovare tante e tante collaborazioni perché gli alunni trovino subito il lavoro? Risposta: c’è un servizio statale che provvede a questo, e nel Centro c’è un incaricato per questo contatto permanente

11. Domanda: si può continuare a dedicarsi solo agli alunni dei nostri villaggi oppure bisogna andare oltre? Perché non fare del Centro una impresa economica? Quale il ruolo della ONG GdS?

12. Domanda: come mai non risulta evidente il ruolo attivo degli alunni e degli insegnanti?

4 DISEGNO: ANYAMA ADJAME – AHOUABO (Anne – Ghislain)

1. Avere un villaggio che sia “stabile” su tutti gli aspetti della vita

2. Unione e collaborazione tra tutte le componenti del villaggio

3. Prima difficoltà: ognuno agisce per proprio conto, gli altri non mi appartengono

4. Problema di stabilità: problemi di chefferie, attività con interessi diversi e anche contrapposti, le attività economiche non sono rilevanti, non c’è una mentalità imprenditoriale

5. Su questo il GdS deve intervenire: costituire gruppi con attività che vadano nella stessa direzione, sia economiche che di animazione.

6. Spirito di iniziativa e di impresa sono necessari

6 DISEGNO: EBIMPE – AZAGUIE BLIDA . AWZABO ADZOPE (Benjamin – Baudouin)

1. Implicare le chefferies nel sogno GdS

2. Riunioni di formazione con la gente per coscientizzarli sui rischi, sulle difficoltà e sulle opportunità

3. Formazione dei gruppi per attività varie comunitarie

4. Collaborazione e servizio

5. Domanda: quale il ruolo dei GdS di base? Come rinforzare la politica dei Piccoli Gruppi?

Cammino Formativo:

Valutazione Personale:

1. Benjamin e Baudouin: difficoltà iniziali, abbiamo cominciato con un gruppo verso l’autonomia. Strategia: uscire dal singolo gruppo e andare verso il villaggio. Il nostro lavoro: appena sufficiente (????).

2. Anne e Ghislain: il nostro lavoro è già abbastanza avanzato verso la collaborazione con altre realtà per il bene del villaggio. Oggi siamo alla coscienza di appartenenza al “Gruppo GdS”. Ora ci interessiamo dei genitori degli adottanti che non si interessano, espellerli e interessarsi dell’appartenenza al GdS che, con attività economiche, comincia ad essere un po’ più autonomi.

3. Alexis e Sara: non abbiamo svolto bene il nostro lavoro. Bel programma di coinvolgimento totale, ma …

4. Hubert e Mireille: siamo alla prima fase – presa di coscienza di appartenere al gruppo GdS, ma con due piccoli gruppi.

5. Cedric e Simon: a Yapokoi difficoltà di incontrare i genitori, ma la maggior parte non sapevano nemmeno di avere il bambino adottato. Abbiamo lavorato su questo, e nell’ultima riunione abbiamo avuto 50 persone, e hanno deciso di costituirsi in gruppo, anche se ancora non hanno cominciato a lavorare. Tre gruppi di genitori e tre gruppi di allievi. Per la scuola abbiamo realizzato la lista degli adottati per seguirli meglio. Nella scuola abbiamo realizza un percorso formativo sulla imprenditorialità, anche con delle esperienze di culture agricole. A Akoupé siamo nella seconda fase. Abbiamo un programma di riunioni tra le tre comunità femminili religiose. Altre riunioni con altre identità per chiarire il ruolo e l’identità GdS. Abbiamo anche un programma di formazione con gli insegnanti della materna e delle quattro classi primarie.

2. LUNEDI 10 OTTOBRE

Oggi abbiamo vissuto una giornata che potrebbe avere una ricaduta importantissima per la ONG GdS Costa d’Avorio.

Abbiamo incontrato i Capi Villaggio di Ahouabo e di Anyama Adjamè con il loro consiglio.

Al mattino ci siamo resi a Ahouabo dove, alle 9h00, è iniziato l’incontro.

Abbiamo spiegato lungamente, Anne ed io, la nuova modalità della presenza e dell’attività di Granello di Senape nei villaggi, basata non più soprattutto sull’aiuto economico, ma sulla “educazione ed organizzazione in piccoli gruppi”.

Questa attività riguarderà sia gli adulti, a partire dai genitori dei nostri adottati ma aperti a tutti coloro che vorranno partecipare alle attività del gruppo, sia i nostri adottati, anche qui aperti a tutti gli alunni che vorranno partecipare.

Abbiamo anche spiegato che gli aiuti alle famiglie degli adottati continueranno, ma solo per quelli i cui genitori accetteranno di partecipare alla organizzazione e alle attività GdS.

Gli adottati i cui genitori non vorranno impegnarsi verranno tolti dalla lista e sostituiti da coloro che invece accetteranno questo nuovo corso, sempre che ottemperino i criteri di scelta stabiliti.

Dopo questa importantissima precisazione e dopo esserci assicurati che avessero ben capito e che fossero veramente e sinceramente d’accordo, abbiamo parlato della nuova politica che il Granello di Senape attuerà nei confronti della Chefferie del villaggio, da ora considerata vera partner dell’attività.

Il GdS si impegnerà a fare un rapporto chiaro e dettagliato, ogni mese, di tutte le attività svolte nel villaggio: quali e quanti gruppi, quali e quanti progetti, quali gli orari e quali i luoghi degli incontri, e così via.

Durante questo incontro mensile la Chefferie comunicherà quali sono le fragilità e le problematiche del villaggio su cui intende coinvolgere il GdS, tenendo ben conto che il GdS non interverrà mai con finanziamenti, se pur parziali.

Inoltre la Chefferie si dovrebbe impegnare a sensibilizzare la popolazione per favorire l’azione educativa del Granello di Senape.

Alla fine dell’incontro, sempre dopo esserci sincerati che tutto fosse stato ben capito e ben accolto, il Capo Villaggio ci ha “inviati” a gustare un eccellente “Garba”, condito con birra e bevande varie.

Nel pomeriggio, alle ore 16h00, abbiamo incontrato la Chefferie di Anyama Adjamè, il cui Capo Villaggio è un mio vecchio amico, degno davvero di altissima stima e considerazione.

Con loro è stato tutto molto più facile, trovandosi completamente d’accordo su tutto, anzi, comunicandoci che iniziative educative per giovani ed adulti sono già in atto o in programma, e che la nostra collaborazione sarà davvero ben accetta.

Anche per quanto riguarda piccoli progetti per gruppi di giovani e non si sono già attivati, con risultati alterni, per cui anche in questo campo la loro collaborazione sarà piena, anche, dove sarà utile e opportuno, con piccoli finanziamenti da parte loro.

Tornati in sede ci siamo comunicati con gioia la piena soddisfazione per il risultato raggiunto e anche per come le riunioni sono state condotte.

Ora ci aspettano altri incontri che, sappiamo già, saranno forse più difficili o, almeno, più formali.

Ma Paulo Freire ci insegna ad avere fiducia e a nutrire sempre la speranza.

3. MARTEDI 11 0TT0BRE

Oggi una giornata almeno importantissima per la ONG Costa d’Avorio, sia per quanto riguarda una evoluzione nell’attività delle nostre scuole, materne e primarie, sia per quanto riguarda la consapevolezza di cosa significhi essere ONG capace di progettare e cercare collaborazioni.

Siamo andati a visitare, dietro mia specifica richiesta e ricerca, una scuola Montessori a Abidjan.

Meraviglia, stupore, ammirazione. Questi alcuni dei sentimenti che Anne, la presidentessa della ONG, e Madelaine, la direttrice di una delle nostre scuole materne, hanno provato.

A parte l’ambiente quasi debordante di bellezza e di ricchezza di attrezzature (credo che la scuola sia per … milionari!!!), a parte la “scoperta” dei giochi in legno del metodo Montessori, quello che è risultato più utile e coinvolgente è stato il colloquio con la direttrice, Armina Jauber, libanese.

Si è dimostrata chiaramente disponibile ad una collaborazione che potrebbe addirittura sfociare in un gemellaggio. Si è dichiarata disponibile, addirittura, addirittura, alla possibilità che due o tre delle nostre maestre vadano nella loro scuola a fare praticantato, e anche a portare gli alunni della loro scuola a fare visita a uno dei nostri villaggi, per vedere sia come impostiamo noi l’iter scolastico si per “conoscere” la vita e la “situazione” dei villaggi e dei loro abitanti, ivi compresi, naturalmente, i bambini della nostra scuola.

Si è anche resa disponibile a prestarci dei libri della pedagogia montessoriana e a indicarci, eventualmente, testi da comperare.

Altro aspetto, forse fondamentale, è la convinzione maturata in Anne e Madelaine sulla importanza, forse fondamentale, di questa collaborazione per elevare il livello del nostro insegnamento e, quindi, il prestigio e l’efficacia delle nostre scuole, con la inevitabile ricaduta sui villaggi e sulla nostra ONG.

Infine, aspetto anche questo importante, il CDA dell’Associazione ha deciso di stilare una bozza di accordo di partenariato con la suddetta scuola, la “Montessori Generation School International”.

Questo, essendo una loro spontanea iniziativa, mostra un passo in avanti sulla comprensione di cosa significhi essere “ONG” che prende iniziative e decisioni coerenti.

Ultima notizia: sempre il CDA, ieri in riunione, ha deciso di realizzare un progetto agricolo proprio alla ONG, un progetto di “orto” con produzione varia confacente al mercato.

Poco forse, ma intanto ….

4. MERCOLEDI 12 OTTOBRE 2022

Oggi è stata una giornata molto positiva.

Al mattino abbiamo incontrato i genitori di Zossonkoi, uno dei quartieri di Anyama.

Al mattino abbiamo incontrato i genitori di Zossonkoi, uno dei quartieri di Anyama.

Al mattino abbiamo incontrato i genitori di Zossonkoi, uno dei quartieri di Anyama.

Abbiamo spiegato bene come d’ora in avanti il Granello di Senape avrà come priorità non solo l’educazione dei loro figli, anche organizzandoli in piccoli gruppi, ma anche, se non soprattutto, quella dei genitori.

La loro organizzazione in piccoli gruppi avrà come scopo fondamentale quello di favorire la loro presa di coscienza di cosa significa essere responsabili del cammino scolastico dei propri figli, e questo sia tramite momenti di formazione che con la dinamica stessa del gruppo.

Naturalmente in seguito, se e quando vorranno, i gruppi potranno anche dare vita a piccoli progetti di sviluppo finanziati dai loro risparmi, dalla loro cassa comune.

Poi siamo andati ad incontrare la chefferie, e anche questo incontro è stato positivo.

C’è stata prima la spiegazione della nostra nuova politica che comprende una piena e franca collaborazione, con il Granello di Senape che si impegna a relazione con puntualità e trasparenza sull’attività nel quartiere, ivi compresa la scuola materna e quella primaria che si sta costruendo (si è arrivati alla quarta classe).

Da parte sua la chefferie si impegna ad appoggiare il Granello di Senape sensibilizzando la popolazione e intervenendo con la propria autorità.

Subito dopo siamo andati, in taxi (40 centesimi in due!!!!) ad incontrare i maestri della scuola pubblica di Yapokoi.

Ad aspettarci c’erano Cedric e Simon, i due del GdS incaricati di questo villaggio.

Abbiamo potuto costatare quanto bene abbiano lavorato e quanta stima e appoggio abbiano trovato nel direttore e nei maestri.

Ma il programma di attività elaborato con il corpo insegnante risulta essere ancora più impegnativo, ancora più incisivo: educazione alla responsabilità e al senso di bene comune; formazione alla “imprenditorialità agricola” con un progetto di “orto fuori terra”, studiato con un agronomo che si è reso disponibile ad aiutare gratuitamente il GdS e la scuola; alfabetizzazione per gli alunni davvero ritardatari e per le donne del villaggio; educazione alla lettura; corsi di rafforzamento in collaborazione con i nostri liceali in adozione.

Questo programma riguarda, naturalmente, innanzitutto i nostri adottati, la lista dei quali è stata consegnata al direttore così che ogni maestro conosca gli adottati che sono nella sua classe.

Dopo un leggero pranzo, riso e un pezzettino di carne, consumato in un … maquis di una classe indefinita, siamo andati all’incontro con la chefferie, sempre di Yapokoi.

Stesso schema degli incontri precedenti.

Anche se il livello culturale dei tre rappresentati non era proprio eccelso, il risultato è stato lo stesso, positivo e costruttivo.

All’improvviso, appena terminata la riunione con la chefferie, un diluvio quasi universale si è abbattuto sui tetti in lamiera della struttura.

Non si può nemmeno immaginare né la violenza e l’abbondanza della pioggia né il frastuono del loro impatto con le lamiere del tetto.

Fortunatamente cessato il temporale abbiamo potuto iniziare la riunione con i genitori, una trentina, presenti anche numerosi bambini e alcuni giovani.

È stata una riunione bellissima! Una vera festa!

Cedric e Simon hanno condotto la riunione ottimamente, ed anche il mio intervento è stato opportuno per rinforzare quanto da loro detto.

Tutti gli adulti presenti hanno concordato sul fatto che se i genitori di un adottato non partecipa all’attività del Granello, e cioè non vogliono partecipare all’attività dei piccoli gruppi, il loro figlio sarà cancellato dalla lista degli adottati e sostituito da un altro bambino, altrettanto povero, i cui genitori però accettano di impegnarsi.

Con Marco siamo tornati a casa davvero soddisfatti e contenti, molto soddisfatti e molto contenti.

5. GIOVEDI 13 OTTOBRE 2022

Oggi due incontri nei villaggi di Ahouabo al mattino e di Anyama Adjamè nel pomeriggio.

Alle riunioni sarebbero dovuti venire “tutti” i genitori dei nostri adottati, ma così non è stato.

Erano presenti quasi soltanto i membri dei gruppi già esistenti nei due villaggi.

Questi gruppi sono costituiti, quasi totalmente, da genitori di nostri adottati, ma ne costituiscono circa il 20%!

Di per sé, quindi, dovremmo dire che l’obiettivo non è stato raggiunto, ed in parte è vero!

Però abbiamo potuto costatare che sia il gruppo di Ahouabo, costituito da una quindicina di persone, che quello di Anyama Adjamè, dello stesso numero, sono ben solidi, uniti, capaci di interloquire, e tutt’e due con dei piccoli progetti economici in atto.

Abbiamo comunque tutti insieme deciso che martedì prossimo faremo un incontro al mattino a Ahouabo e al pomeriggio a Anyama, incontri in cui sono convocati nuovamente tutti i genitori dei nostri adottati.

Questa volta, però, ci sarà una novità: la domenica nelle varie comunità religiose e il lunedì e martedì mattino con un “araldo” che passa in tutte le strade gridando l’annuncio per conto della chefferie, verrà comunicato che tutti gli adottati i cui genitori saranno assenti a questa riunione verranno esclusi dalla lista degli adottati.

Come ho già scritto ieri, su questa decisione sono completamente d’accordo le due chefferie, e anche i due gruppi che abbiamo incontrato oggi ritengono assolutamente giusta questa decisione.

Vediamo un po’ se in questa maniera riusciamo a svegliare un po’ di coscienze, a creare un maggiore interesse.

Nell’annuncio verrà anche detto che si creeranno subito i vari gruppi dei genitori, perché, come sempre, la nostra attività si baserà sui “piccoli gruppi”.

Lo scopo fondamentale è fare in modo che i genitori crescano nella consapevolezza della loro responsabilità riguardo ai figli che frequentano la scuola: parlandone tra di loro, aiutandosi con consigli e testimonianze, andando a informarsi regolarmente nelle scuole sull’andamento dei loro figli.

Se poi vorranno, potranno costituire la loro cassa comune e dare vita a piccoli progetti, esattamente come fanno già, e con discreto successo, i due gruppi esistenti nei loro villaggi.

Vedremo quale sarà il risultato; ma qualunque esso sia, la strada è ormai tracciata con chiarezza e determinazione, e quella seguiremo, anche perché possiamo contare sull’appoggio incondizionato delle chefferies dei villaggi.

6. VENERDI 14 OTTOBRE 2022

• Richiamo sulla formazione di venerdì scorso:

• Richiamo sulla formazione di venerdì scorso:

1. Creazione e rafforzamento del SENSO DI APPARTENENZA

2. Significato e attuazione dello SCONFINAMENTO: con chi – come – quando

3. Come creare una DENSITA DI RAPPORTI EFFICACE: quali comportamenti – quali iniziative

4. Come arrivare ad una PROSSIMITA ATTIVA E FRUTTUOSA: differenza tra rapporto e prossimità

5. Scoperta dei possibili campi di COLLABORAZIONE con tutti gli attori del villaggio e in ogni campo utile, sempre “con piccoli passi facili e comunitari”

Cedric: senso e luogo di appartenenza – disegno del “sogno del villaggio” come spinta a operare al meglio – tutti dobbiamo mettere a disposizione del GdS le conoscenze che abbiamo, ma solo dopo aver sviluppato il nostro senso di appartenenza al GdS. Mi colpisce la “densità delle relazioni”, a partire dalla nostra équipe.

Ghislain: nella “caccia al tesoro” troviamo la base del lavoro del GdS, il processo di umanizzazione che cerchiamo. Tutto ciò che studiamo e facciamo lo ritroviamo in questa “caccia al tesoro”. Quando saremo in gruppo dovremo lavorare insieme per creare e rafforzare il nostro senso di appartenenza. Mi cattura soprattutto il “senso di appartenenza” e il lavoro che dovremo fare per questo. Come far scendere questo nella mentalità dei genitori e dei ragazzi?

Benjamin: Chi non sogna che vive a fare? Si vive per i sogni e per realizzarli. Il sogno che parte dal senso di appartenenza ci deve guidare, perché questo ci porta a studiare tutti i mezzi per realizzare il sogno GdS.

Hubert: il sogno ci ha fatto vedere che noi tutti abbiamo un sogno comune. Bisogno “fondarsi” nel GdS per realizzare il sogno, per questo dobbiamo essere esempio per tutti, creando prossimità e collaborazione.

Alexis: nella formazione abbiamo anche visto la procedura per concepire un sogno. In seguito la “caccia al tesoro” ci ha istruiti sui fondamenti su cui basare il sogno. Innanzitutto noi stessi dobbiamo essere coscienti del “luogo”.

Sara: per il “luogo di appartenenza”, quando uno entra in un villaggio dovrebbe essere una cosa evidente, ma abbiamo riscontrato che la gente non la pensa così ma che il villaggio “è degli altri”. Penso che il GdS dovrà sensibilizzare su questo punto e che i frutti si vedranno. Ma c’è anche l’enorme importanza della “densità della relazione”, e allora fare attenzione come noi costruiamo la relazione con loro. Quali le difficoltà che impediscono alle relazioni onesta con la popolazione? Mancanza di apertura - cattiva comunicazione – pregiudizi da entrambe le parti – arroganza – i clan in alcuni villaggi – la procedura per incontrare la popolazione – ci reputano mentitori, profittatori, eliminiamo gli adottati a nostra discrezione e per favoritismo – mancanza di sincerità

Anne: la formazione mi ha dato una nuova orientazione e forza nel lavoro, e questo mi porta a fare meglio l’educazione di chi è davanti a me, sapendo che lui, finché vive, ha un ruolo da giocare nella costruzione del sogno. Questo attraverso la relazione che instauriamo con loro.

Baudoin: la “caccia al tesoro”mi ha marcato. Non possiamo ridinamizzare la nostra attività senza aver approfondito e interiorizzato quanto fatto nella formazione: relazione – prossimità - collaborazione. E continuo a riflettere: nella mia azione metto in pratica tutto questo? Che cosa manca? Questa formazione mi permette di ben orientare la mia azione.

• Percorso con le chefferies e conseguenze del partenariato. RELAZIONE regolare, trasparente anche nei dettagli di ogni attività del GdS nel villaggio: COSA – CHI E CON CHI – DOVE – QUANDO; ANALIZZARE con essa le problematiche del villaggio e CONCORDARE ATTIVITA E INTERVENTI; chiedere il loro SOSTEGNO per eventuali difficoltà o problemi

Hubert: (Anyama) la chefferie ha reagito bene e si aspetta una relazione sincera e franca. Sono d’accordo sulla sanzione a chi non viene così che possa appoggiare il GdS. D’altra parte non sono solo gli adottati i poveri del villaggio, e da 6.000 km si impegnano ad aiutare quella famiglia, allora è giusto che la famiglia partecipi insieme alla chefferie e al GdS.

Ghislain: (Anyama Adjamè) relazione precisa e dettagliata delle attività del GdS nel villaggio – ha anche precisato che potrebbe intervenire nel finanziamento di qualche progetto in favore del villaggio

Anne: abbiamo anche detto che siamo pronti a collaborare con loro per attività da loro proposte in favore della popolazione e per le quali noi abbiamo le competenze

Cedric:(Yapokoi) ci accompagneranno nel nostro lavoro – noi ci siamo impegnati a fornire la lista degli adottati oltre alla relazione sulle attività GdS. La chefferie risolverà il problema del Direttivo dei Giovani che attualmente conta due presidenti

• ADOTTATI E LORO GENITORI PRIORITA ASSOLUTA DELLA NOSTRA ATTIVITA:

a) Quale politica e con quale determinazione perché tutti i genitori siano impegnati: quale la ragione – coraggio nelle decisioni

b) piccoli gruppi di tutti gli adottati: quali gli obiettivi - chi li segue – quale regolarità – come trovare collaborazione

c) piccoli gruppi dei genitori: quali gli obiettivi – chi li segue – quale regolarità – come trovare collaborazione soprattutto al loro interno

d) problema di Anyama: come affrontarlo?

Hubert: curare le relazioni, sia con i genitori che con le famiglie italiane – avere il massimo delle notizie sull’adottato e famiglia e villaggio per migliorare la relazione con gli adottanti

Alexis: dobbiamo assolutamente spingere sull’”abitare il limite” da parte nostra. Il villaggio deve entrare nel nostro cuore e noi in quello del villaggio

Anne: avere una “credibilità” davanti a loro, avendo ora confidenza nella collaborazione con la chefferie. Migliorare il flusso di informazioni verso l’Italia. Le decisioni si dovranno prendere “tutti insieme” e nei tempi giusti, senza tardare.

Cedric: ogni villaggio ha le sue caratteristiche, e quindi bisogna essere concreti, da qualche parte non si può vivere in pieno la prossimità, e perciò si ha bisogno di strategie diversificate. Dappertutto si potrà liberare la parola della gente e noi dobbiamo saper ascoltare.

Benjamin: fare attenzione ai piccoli dettagli

Ghislain: fare attenzione a far seguire al messaggio che diamo con delle azioni concrete di vita attraverso le quali si possa vedere la verità e l’efficacia di quello che si dice.

• COLLABORAZIONE CON LE SCUOLE: esempio di Yapokoi

a) Quale il progetto

b) Come coinvolgere gli insegnanti

c) Un insegnante incaricato come in Rwanda?

d) Consegnare la lista dei nostri adottati al direttore e ai singoli insegnanti: perché?

Ghislain: è possibile farlo, ma quando? Oggi come oggi non è possibile perché il nostro primo problema sono i genitori. Quindi solo dopo aver organizzato i piccoli gruppi dei genitori possiamo pensarci.

Alexis: c’è già una esperienza in atto, domandiamo allora che ci comunichino come sono arrivati a questo e come agiscono. Perché non si fa un progetto da presentare alla scuola, alle organizzazioni ecc. per avere magari dei fondi?

Cedric: racconta la sua esperienza. Abbiamo prima incontrato i direttori a cui abbiamo assicurato di non toccare il programma statale. Abbiamo trovato che c’era una parte del programma, l’imprenditorialità, che non veniva svolto, allora abbiamo colto l’occasione. Hanno poi scritto questo al provveditore che ha accettato. Abbiamo poi saputo che c’era molto analfabetismo nelle classi, e allora ci siamo messi a disposizione per questo, e per questo abbiamo chiesto aiuto a delle nostre ragazze. Per il progetto di imprenditorialità abbiamo scelto la coltivazione del peperoncino, puntando sul “processo” di coltivazione che potrebbe essere utile anche per altre coltivazioni. In questo villaggio “i ragazzi fanno tutto”, noi accompagniamo soltanto con l’aiuto di un agronomo

Ghislain: credo che si debba fare di Yapokoi una esperienza pilota su cui concentrare la nostra attenzione per poi esportarlo in altri villaggi.

VALUTAZIONE FINALE

Cedric: la formazione che facciamo mette in evidenza quello che facciamo, come lo facciamo e cosa dovremo fare. Speriamo che nell’avvenire si metta tutto in pratica

Hubert: riceviamo degli strumenti pedagogici sempre più chiari e positivi

Alexis: molto arricchente. Ci stiamo armando bene per affrontare le sfide che ci attendono

Benjamin: cominciamo a prendere coscienza sempre di più di tutto ciò che di umano, materiale e morale per poter andare avanti. Bella giornata di lavoro

Baudouin: sono molto contento di questa giornata. Dobbiamo rifletter a fondo su come qualcuno è arrivato a fare qualcosa per poter poi meglio essere padroni del lavoro che facciamo

Ghislain: ci permette di dipanare la nebbia che ci circonda e dobbiamo fare attenzione a tutti i passi che facciamo per non dover cadere o ritornare sui nostri passi.

Sara: mano a mano che andiamo avanti vediamo meglio, anche gli incarichi che ognuno di noi ha.

Anne: riprendo tutto quanto detto dagli altri. Le difficoltà sono là per presentarci esse stesse la soluzione. Con la volontà noi possiamo veramente creare relazioni, trovare collaborazioni, diventare parte del villaggio e viceversa.

Chi Siamo

Il Granello di Senape è un’organizzazione di volontariato che ha come obiettivo l’aiuto agli ultimi tra gli ultimi, da costruire attraverso l’ascolto dell’altro e mediante la crescita sociale delle persone all’interno della propria cultura e delle proprie tradizioni.

Gli aderenti all’organizzazione sono di ogni appartenenza sociale, politica e religiosa, provengono da varie regioni d’Italia e hanno unito le proprie forze in nome di una solidarietà concreta e non delegata: per questo le donazioni e i fondi ricevuti vengono curati personalmente e allocati con tempestività per rispondere alle esigenze dei beneficiari. Il Granello di Senape affianca le comunità nella comprensione dei loro veri bisogni e nella progettazione di un futuro che permetta loro di sottrarsi alla schiavitù della fame, al lavoro nero e allo sfruttamento, rendendoli protagonisti della conoscenza dei problemi che li affliggono e delle soluzioni ai problemi attraverso la loro capacità progettuale e le loro ricchezze culturali e storiche.
I settori principali sono quelli dell’educazione, del lavoro, della salute e della formazione.

IL FONDATORE

Giuliano Testa, già sacerdote della Congregazione di Don Orione, il "santo dei pover", è partito per l'Africa per la prima volta alla fine del 1988, avendo raccolto un centinaio di adesioni alla sua idea di "missione insieme"

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Progetti

I progetti del Granello sono a misura dei beneficiari, sono piccoli,mirati e costruiti sulle capacità reali dei beneficiari generandosi solo attraverso un’organizzazione comune, condivisa e verificata (ortoprassi).Il GdS è “compagno di viaggio”, fornitore di idee, di formazione e coautore progettuale insieme agli ultimi tra gli ultimi e alle loro comunità, cioè di coloro che hanno voglia di mettersi in gioco con le loro capacità, le loro risorse, le loro idee e la loro storia.

Il Granello di Senape opera nei seguenti progetti:

Italia: Sulla Strada della Speranza, Progetto Senza fissa Dimora
Africa: Progetto Paese Costa d’Avorio, Progetto Paese Madagascar, Progetto Paese Mali, Progetto Paese Rwanda.

Cosa puoi fare

Le modalità di intervento all’interno del Granello di Senape sono molteplici e vanno dalla semplice offerta per un’adozione a distanza o un progetto, al diventare socio e quindi diventare protagonista dell’Associazione così come se vorrai diventare volontario inserendoti nei vari settori associativi.

Numeri adozioni

Costa D'avorio

Madagascar

Mali

Rwanda

La parola ai Beneficiari

Anna

Io vengo dalla Nigeria e dall’incontro con il Granello di Senape ho avuto una possibilità reale di cambiare la mia vita. Come donna vittima di tratta ero emarginata, sconfitta e senza futuro. Oggi grazie al Granello ho avuto risposte concrete su: lingua italiana, sanità e ho fatto un tirocinio funzionale al mio inserimento lavorativo.

Grazia

Provengo dalla Nigeria e sono una donna che è stata vittima della tratta a scopo sessuale, grazie al Granello sono inserita nel percorso di affrancamento da questa schiavitù e di ingresso nella società come donna e come lavoratrice. La mia vita è migliorata sotto molteplici aspetti.

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